Pendici nord-orientali del Palatino

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Pendici nord-orientali del Palatino

Direttore dello scavo: Maria Teresa D'Alessio

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La pendice nord-orientale del Palatino corrisponde al settore del monte che oggi si apre verso la piazza del Colosseo, area anticamente occupata da un’ampia valle delimitata sugli altri lati dai versanti dell’Oppio e del Celio. In questo spazio sorgono il Colosseo, l’Arco di Costantino, il fronte orientale del Tempio di Venere e Roma e il basamento del Colosso di Nerone. Verso nord, l’angolo del monte è costeggiato dalla cosiddetta via Sacra, che sale verso l’Arco di Tito e ripercorre l’antico tracciato di collegamento con la piazza del Foro (vicus Curiarum), che separava il Palatino dalla Velia.

Dal 2001 il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo, conduce indagini archeologiche in quest’area urbana, riportando alla luce una sequenza stratigrafica che documenta una continuità di frequentazione dall’età del Ferro fino all’età post-antica. La prima occupazione risale alla fase protostorica, con terrazzamenti e capanne databili tra le fasi laziali IIA e III (ca. 925–875 a.C. – VIII secolo a.C.).

In età arcaica l’area ospitò le Curiae veteres, santuario di tradizione romulea in cui si riunivano i membri delle prime curie cittadine per lo svolgimento di rituali e pasti comunitari. Le stratigrafie ne attestano la continuità cultuale dall’età arcaica fino alla monumentalizzazione di età augustea e giulio-claudia, già documentata dalla Sapienza negli scavi di piazza del Colosseo. A partire dal II secolo a.C. si affiancarono al santuario ricche domus, tra le quali era anche la casa natale di Augusto ad capita Bubula ricordata dalle fonti. In età giulio-claudia si collocano interventi di restauro e la costruzione di un tempio, forse identificabile con il sacrario del Divo Augusto, dedicato da Livia nel 26 d.C. presso la casa natale del princeps, con tracce di un rifacimento successivo a un incendio del 51 d.C. All’esterno del santuario si trovava anche la prima Meta Sudans, monumentale fontana a forma troncoconica di età augustea.

Il famoso incendio del 64 d.C., sviluppatosi sotto il principato di Nerone, determinò un radicale mutamento della topografia palatina: il settore venne ricostruito sopra spessi interri e riorganizzato secondo nuovi orientamenti. Le indagini precedentemente condotte da C. Panella hanno consentito di riconoscere tali trasformazioni e le fasi successive, quando una parte del quartiere fu inserita nel progetto della nuova residenza imperiale, la domus Aurea, e in seguito trasformato in magazzini in età adrianea e severiana.

La prosecuzione verso sud dello scavo alla radice orientale della pendice palatina, avviata dal 2017, ha permesso di integrare e ampliare il quadro emerso dalle precedenti indagini. Le attività hanno raggiunto le stratigrafie di età giulio-claudia, mettendo in luce la prosecuzione della fondazione del tempio. Ulteriori strutture, ancora in corso di analisi, emergono dagli interri accumulati in età neroniana a seguito della riorganizzazione post-incendio.

È stato inoltre completamente messo in luce un edificio in opera laterizia, articolato in più fasi costruttive comprese tra la media e la tarda età imperiale, caratterizzato da un fronte scandito da pilastri affacciato su un’area scoperta. Da quest’ultima provengono importanti dati relativi all’utilizzo di età tardoantica del sito: davanti all’edificio medio-imperiale venne inizialmente realizzata una vasca, successivamente obliterata dalla posa di un basolato che pavimentava l’area scoperta intorno alla metà del V secolo d.C. Nel cinquantennio successivo la pavimentazione fu almeno in parte riallestita e all’interno dell’edificio si installò un’officina, attestata dalla presenza di una fornace e di scorie e residui di lavorazione dei metalli. Una nuova vasca e numerose canalette documentano la gestione e il continuo smaltimento delle acque, probabilmente in connessione con le attività produttive.

Questi dati, che si integrano con quanto già emerso nelle indagini precedenti, restituiscono un quadro più completo di un settore produttivo tardoantico collocato alla pendice del Palatino. Nel corso del VI secolo d.C. l’area fu interessata da un ulteriore rialzamento con la posa di un nuovo basolato e da un probabile cambio di destinazione d’uso, che segnò la cessazione delle attività produttive.

Gli interri successivi a partire dall’età rinascimentale documentano il progressivo abbandono e spoliazione delle strutture e dell’area.

 

Collaboratori:

  • Nicolò Squartini (responsabile sul campo); 
  • Eraldo Avanzo
  • Valerio Bruni
  • Matteo Maira
  • Samira Mele
  • Federico Parisi
  • Elena Pavanello

 

Bibliografia

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BOSSI S., SQUARTINI N., MELE S. c.s., Survey and elaboration of digital data for a stratigraphic analysis of pluristratified context: the s.c. Domus degli Americani (Palatine, Rome), in Archeologia e Calcolatori, in c.s.

CARANDINI A., CARAFA P., D’ALESSIO M.T., FILIPPI D. 2017 (a cura di), Santuario di Vesta, pendice del Palatino e via Sacra, Roma 2017.

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FERRANDES A.F. 2020, Tra Palatino e Velia. Santuari e domus sulla via per il Foro nella media età repubblicana, in A. D’Alessio, Ch. Smith, R. Volpe (eds), Roma medio-repubblicana dalla conquista di Veio alla vittoria di Zama, Atti del Convegno (Roma, 5-7 aprile 2017), Roma, pp. 27-49.

FERRANDES A.F. 2024, Strade, santuari e domus tra Palatino e Velia nella media età repubblicana (IV-III secolo a.C.). 1. Stratigrafie, contesti, ricostruzioni, Roma 2024.

Altri dettagli sul progetto:

  • Tipologia: Grandi Scavi di Ateneo
  • Luogo dello scavo: Roma, Parco Archeologico del Colosseo
  • Ambito della ricerca: Metodologie della ricerca archeologica
  • Finanziamenti: Grandi Scavi di Ateneo
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