Ricerca > Progetti nazionali > Progetti PRIN > URCHIN- - Unravelling Changes in Island Connectivity through Integrated Studies: the Long-Term Perspective from Malta and the Tas-Silġ Sanctuary
Responsabile della ricerca: Giulia Recchia
L’obiettivo principale del progetto URCHIN- - Unravelling Changes in Island Connectivity through Integrated Studies: the Long-Term Perspective from Malta and the Tas-Silġ Sanctuary è quello di esplorare il tema della connettività nel Mediterraneo centrale adottando un approccio multidisciplinare e una prospettiva storica di lunga durata.
In questo senso, i contesti insulari presentano un grande potenziale per l’analisi e la comprensione sia dei meccanismi di interazione culturale, sia delle trasformazioni ad essi connesse e della persistenza dell’identità culturale, poiché costituiscono spazi circoscritti ma al tempo stesso integrati e attivamente partecipi nei network transmarini.
Il progetto di ricerca è incentrato sui dati archeologici provenienti dal sito di Tas-Silġ a Malta. Grazie alla sua occupazione straordinariamente lunga (dal Neolitico Recente al periodo bizantino -inizi del III millennio a.C. - VIII sec. d.C.) e alla funzione simbolico-rituale che il sito mantenne nel corso della sua lunga vita, esso rappresenta un caso di studio chiave, dal momento che offre l’opportunità unica di valutare cambiamenti e continuità nelle pratiche rituali nel contesto di interazioni, acculturazioni e colonizzazione. I dati acquisiti con le ricerche a Tas-Silġ della Missione Archeologica Italiana a Malta costituiscono una solida base per lo sviluppo di analisi mirate.
Le traiettorie generali della connettività dell’arcipelago maltese dal Neolitico al periodo romano sono state delineate da diversi studi, basati principalmente sugli elementi comunemente utilizzati per ricostruire le interazioni e i processi di mobilità (afflusso di materie prime e beni esotici, innovazioni tecnologiche, cambiamenti stilistici nella cultura materiale, modelli architettonici, trasformazioni nei rituali e nei culti). Tuttavia, diversi aspetti restano ancora oggetto di dibattito e numerosi punti devono essere chiariti. L’obiettivo del progetto URCHIN è quindi quello di far avanzare le conoscenze adottando un approccio multidisciplinare integrato, che combini i dati disponibili con i risultati di nuovi studi mirati.
Il ruolo degli animali vivi e dei loro prodotti derivati negli scambi è ancora poco esplorato. Uno dei punti principali del progetto URCHIN è quindi sfruttare pienamente il potenziale degli animali come indicatori di mobilità, interazioni e scambio, attraverso analisi zooarcheologiche e biomolecolari; queste ultime sono state finora applicate solo in misura limitata ai resti animali dei contesti maltesi.
Malta rappresenta un caso di studio fondamentale, poiché nel tempo diverse specie animali furono introdotte dall’esterno. Le principali specie domestiche (caprini, suini e bovini) furono introdotte nell’arcipelago nella fase di neolitizzazione; successivamente furono importate nuove specie, come il gatto selvatico, il pollame, la colomba e la tortora, nonché il coniglio selvatico. Attraverso l’analisi completa degli insiemi faunistici delle diverse fasi da Tas-Silġ, il progetto mira a fornire un quadro di dettaglio di queste dinamiche strettamente legate alle connessioni esterne e ai modelli culturali di sfruttamento degli animali.
Oltre all’importazione di specie esotiche nell’arcipelago, il progetto prende in considerazione anche i cambiamenti e le continuità nel ruolo degli animali comunemente utilizzati sia per la sussistenza sia per le offerte cultuali, nonché la continuità e/o le trasformazioni nelle pratiche di alimentazione animale e nella composizione delle greggi. Per questi aspetti le analisi biomolecolari forniscono oggi indicazioni particolarmente significative.
Le pratiche cultuali e le loro trasformazioni, anche in relazione a influenze esterne, vengono studiate nella loro dimensione spaziale attraverso analisi architettoniche, funzionali e geostatistiche.
Le questioni relative all’importazione di specifiche classi ceramiche e/o alle imitazioni locali di modelli esterni, in particolare nei periodi storici, sono affrontate mediante analisi archeologiche e archeometriche. Queste sono inoltre applicate allo studio della persistenza e delle trasformazioni degli aspetti tradizionali della produzione ceramica (come le “ricette” dei vasai, le modalità di cottura, le fonti di argilla sfruttate, ecc.). Per completare il quadro, vengono condotte analisi dei residui organici sui recipienti ceramici, al fine di indagare le trasformazioni nelle pratiche rituali, che si materializzano nei cambiamenti delle modalità di banchetto rituale.
Il team è compost da tre Unità di Ricerca: Sapienza Università di Roma (PI Giulia Recchia), Universitrà Cattolica di Milano (co-PI Francesca Bonzano), Università del Salento (co-PI Grazia Semeraro).
L’UR di Sapienza si occupa in particolare delle ricerche ed analisi sulle fasi preistoriche del santuario, delle analisi archeozoologiche (in collaborazione con Claudia Minniti – Dipartimento di Scienze dell’Antichità) e delle elaborazioni e interpretazioni delle analisi biomolecolari (in collaborazione con Mary Anne Tafuri, Dipartimento di Biologia Ambientale, Sapienza).
Collaboratori:
Martina di Matteo (Assegnista), Younes Naime (Assegnista)
- Bibliografia
Recchia G., Cazzella A. 2025, Figurines anthropomorphes féminines préhistoriques de L’archipes maltais, in Femina Celesta. Symboles du féminin sacrée, Catalogue de l’exposition 2024-2025, Musée de l’Alta Rocca, Livia, pp. 42-49.
Bonzano F., Recchia G., Semeraro G., “Encased like a gem”. The architecture of the sanctuary of Tas-Silġ in Malta through centuries, between tradition and reception, in R. Ferritto, L. Fuduli (eds.), Mediterranean architecture: cross-cultural influences in public and private forms in Antiquity, Bloomsbury Publishing.
Recchia G., Cazzella A., L’arcipelago maltese nella preistoria recente, in Bombardieri L. (a cura di), Le isole del Mediterraneo preistorico, Carocci Editore.
Altri dettagli sul progetto:
- Tipologia: Progetto di ricerca PRIN
- Ambito della ricerca: Archeologia
- Finanziamenti: PRIN 2022
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