Pyrgi, porto e santuario marittimo della città etrusca di Caere

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Pyrgi, porto e santuario marittimo della città etrusca di Caere

Direttore dello scavo: Laura Maria Michetti

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Il porto e il santuario di Pyrgi hanno giocato un ruolo di fondamentale importanza nella storia del Mediterraneo antico, rappresentando la proiezione sul mare della metropoli Caere (attuale Cerveteri), una delle più importanti città etrusche che traeva le proprie ricchezze dal controllo dei traffici marittimi. Pyrgi era infatti il primo approdo per chi da sud percorreva le rotte tirreniche. Il santuario di Pyrgi è uno dei pochi menzionati dalle fonti letterarie antiche, essendo connesso con eventi storici cruciali per l’equilibrio politico ed economico nell’area mediterranea (la battaglia di Alalia, 540 a.C.; il saccheggio da parte di Dionigi il Vecchio di Siracusa, 384 a.C.).

Finanziato dalla Sapienza fin dal 1957, lo scavo di Pyrgi è uno dei primi – in ordine di tempo - "Grandi Scavi”, concepito fin dall’inizio (da Massimo Pallottino e poi Giovanni Colonna) come un cantiere-scuola che ha formato generazioni di archeologi italiani e stranieri. La celere pubblicazione dei risultati ha costituito un punto di riferimento per studi fondamentali nei campi della storia del comparto etrusco-italico, dell’architettura, dell’arte, dell’epigrafia e della linguistica, anche grazie a ritrovamenti eccezionali, quali quello delle lamine d’oro e degli innovativi sistemi di decorazione in terracotta dei templi.

Il santuario si estende per oltre 14.000 metri quadri lungo la costa e include due differenti aree sacre, separate da un corso d’acqua: il Santuario Monumentale e il Santuario Meridionale. Il Santuario Monumentale viene considerato l’espressione del potere politico di Caere. Come documentato dai testi etrusco e fenicio delle lamine, il Tempio B viene dedicato dall’alto magistrato di Caere Thefarie Velianas (510 a.C.) alla dea Uni-Astarte come un luogo di culto a carattere internazionale, realizzato secondo un progetto architettonico innovativo. Le decorazioni del tetto e le iscrizioni documentano il culto di Uni e Tinia – le divinità principali del pantheon etrusco – insieme a quello di Eracle. Completano il progetto del tiranno l’area sacra C (dove saranno poi nascoste le lamine) e il cd. Edificio delle venti celle, forse destinato alla prostituzione sacra.

Intorno al 470/60 a.C. l’area sacra viene quasi raddoppiata con l’edificazione del Tempio A, a pianta tuscanica e anch’esso dedicato ad Eracle questa volta accompagnato da Thesan/Leukothea, e l’estensione del muro di témenos verso Nord. Il nuovo tempio rispecchia il corso anti-tirannico della politica di Caere, come sottolineato dall’altorilievo del frontone posteriore (un capolavoro dell’arte etrusca, esposto nel Museo di Villa Giulia), sul quale il messaggio di condanna della superbia umana è espresso attraverso episodi della saga dei Sette contro Tebe.

Il Santuario Monumentale è direttamente connesso alla città madre con la monumentale via Caere-Pyrgi. Nel V sec. a.C. il suo tratto terminale si indirizza proprio verso la facciata posteriore del Tempio A, sottolineando il carattere politico e ufficiale del santuario stesso.

Il Santuario Meridionale è una seconda area sacra indipendente dalla precedente, priva di monumentalità e caratterizzata da numerosi piccoli altari e modeste strutture. L’assetto planimetrico, i rituali, la tipologia delle offerte votive suggeriscono lo svolgimento in loco di culti demetriaci; le numerose iscrizioni etrusche evidenziano il culto della coppia formata dal dio infero Śur/Śuri e dalla dea Cavatha, nella quale i devoti greci riconoscono Demetra, come testimoniato da alcune dediche in greco. Il contesto di Pyrgi rappresenta il più antico ed elaborato esempio di culti di questo tipo in Etruria. La quantità di ceramica attica offerta nell’area sacra è eccezionale rispetto agli altri santuari etruschi: il dono più importante è una grande phiale attribuita al Pittore di Brygos (480/470 BC), nella quale compare la più antica rappresentazione della strage dei Proci narrata nell’Odissea.

Tra il Santuario e l’insediamento portuale, è in corso di scavo il c.d. “Quartiere pubblico-cerimoniale”, destinato a funzioni pubbliche e di rappresentanza oltre che ad attività produttive, in connessione con la gestione del porto e del santuario, e dove si svolgevano anche pratiche rituali, come testimoniato dalle molte deposizioni votive e dalla presenza di almeno un altare. Sono state scavate diverse strutture (fine VII – IV sec. a.C.) – alcune delle quali provviste di tetti decorati – erette lungo una strada glareata che si diparte dalla via Caere-Pyrgi e si dirige verso il porto orientale.

Il progetto di ricerca è dunque teso a ricostruire l’assetto urbano dell’insediamento portuale di Pyrgi, sede di un grande santuario marittimo (viabilità, ripartizioni catastali, articolazione degli spazi pubblici e provati), i possibili sistemi difensivi (evocati dallo stesso nome greco "Pyrgoi”), e lo sviluppo storico del sito fino alla fondazione della “colonia maritima romana della prima metà del III sec. a.C.

 

Collaboratori:
Alessandro Conti, Manuela Bonadies, Barbara Belelli Marchesini, Claudia Carlucci, Simone Grosso

 

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Altri dettagli sul progetto:

  • Tipologia: Grandi Scavi di Ateneo
  • Luogo dello scavo: Santa Severa (RM)
  • Ambito della ricerca: Etruscologia
  • Finanziamenti: Grandi Scavi di Ateneo
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