Arslantepe, Missione archeologica italiana nell'Anatolia orientale (MAIAO)

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Arslantepe, Missione archeologica italiana nell’Anatolia orientale (MAIAO)

Direttore dello scavo: Francesca Balossi Restelli

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La Missione Archeologica Italiana in Anatolia Orientale opera nel sito di Arslantepe, situato nella piana di Malatya, in Türkiye Orientale. Gli scavi prendono avvio nel 1961, sotto la direzione di Salvatore M. Puglisi, docente della Sapienza, in collaborazione con Piero Meriggi, dell’Università di Pavia. Dal 1962 la Missione diventa un progetto esclusivo dell’Ateneo romano (Grande Scavo Sapienza) e negli anni la direzione passa ad Alba Palmieri, Marcella Frangipane e, oggi, a Francesca Balossi Restelli, professoressa ordinaria di Preistoria dell’Asia sudoccidentale.

Situato a pochi chilometri dalla riva destra dell’Eufrate, il sito di Arslantepe si presenta come una collina artificiale alta circa 30 metri e ampia 4,5 ettari. La sua conformazione attuale è il risultato dell’accumulo di numerose fasi di occupazione, che si sono susseguite senza soluzione di continuità dal 4700 a.C. fino al 712 a.C., anno in cui l’insediamento viene distrutto da Sargon II, re di Assiria. Dopo la caduta, l’area conosce una nuova frequentazione in età tardo-romana, con l’insediamento di un piccolo borgo rurale legato alla presenza della legione romana stanziata lungo l’Eufrate per la difesa del confine orientale. L’ultima fase di uso della collina risale invece all’epoca medievale, quando il sito viene destinato a necropoli.

Sebbene nelle fonti antiche il toponimo sia attestato come Malitiya in età ittita e come Melid, Meliddu o Meliteya nei testi neo-assiri e urartei, il sito è oggi conosciuto come “Collina dei Leoni”. Il nome moderno deriva dal turco arslan (“leone”) e tepe (“collina”), in riferimento alla celebre “Porta dei Leoni” della fase neo-ittita, parzialmente visibile sulla superficie del tell e portata alla luce in maniera completa durante la prima campagna di scavi (1932–1939) condotta dall’archeologo francese L. Delaporte. L’opera è oggi conservata al Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara.

Da oltre 65 anni si susseguono annuali campagne di scavi e ricerche, grazie al sostegno finanziario della Sapienza e del Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

Nei locali del Dipartimento, distribuiti tra la Facoltà di Lettere e Filosofia e le Ex Vetrerie Sciarra, è conservato l’archivio storico della Missione: un patrimonio di centinaia di documenti analogici e digitali, tra diari di scavo, schede, disegni, piante, sezioni e fotografie di vario formato.

La Missione ha una forte vocazione multidisciplinare e internazionale: numerose e proficue sono le collaborazioni con diversi dipartimenti della Sapienza, così come con vari istituti di ricerca e università italiane e straniere, nell’ambito di un solido progetto di cooperazione con la Turchia.

Grazie all’impegno e alla dedizione profusi dalla Missione nelle ricerche pluriennali, nel luglio del 2021 Arslantepe è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, un riconoscimento di grande valore scientifico e culturale.

Oggi la Missione è considerata uno dei principali stakeholder del sito e, al fianco delle autorità turche, continua a lavorare alla valorizzazione e alla promozione di Arslantepe.

Collaboratori:

  • Lucia Mori
  • Elisa Biancifiori
  • Nevio Danelon

 

Bibliografia

ArslantepeBIB | Zotero

Altri dettagli sul progetto:

  • Tipologia: Grandi Scavi di Ateneo
  • Luogo dello scavo: Orduzu, Malatya, Turchia
  • Ambito della ricerca: Archeologia in Anatolia Orientale
  • Finanziamenti: Ateneo Grandi Scavi Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale MUR
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