Castro: la riscoperta di un centro dell’entroterra vulcente

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Responsabile della ricerca: Alessandro Conti

Il progetto nasce da un accordo di collaborazione sottoscritto nel 2021 tra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, che prevede la documentazione e lo studio dei corredi funerari e dei gruppi di materiale sporadico provenienti dalle necropoli del centro etrusco di Castro e conservati nel Museo Civico “Pietro e Turiddo Lotti” di Ischia di Castro (VT). Scopo ultimo dell’accordo è una rilettura scientifica dei complessi, finalizzato alla loro edizione e alla loro valorizzazione all’interno del Museo, anche in previsione di un suo riallestimento.

Uno sviluppo della ricerca archeologica nel territorio castrense, una maggiore attenzione al sito da parte degli organi di tutela e del mondo accademico italiani si ebbero in particolare negli anni ’60 del secolo scorso, grazie alle indagini sistematiche condotte nella necropoli orientale dell’antico centro dal Centre Belge de Recherches Étrusques et Italiques, in regime di concessione e in collaborazione con l’allora Soprintendenza alle Antichità dell’Etruria meridionale. Le indagini portarono alla scoperta di complessi funerari, spesso intatti, di straordinario valore storico e documentario che dimostrarono non solo la ricchezza e la vitalità dell’antico insediamento ma anche il suo ruolo di centro satellite della grande metropoli di Vulci, nel quadro delle dinamiche di controllo dell’hinterland poste in essere da questo centro tra VII e VI sec. a.C. lungo itinerari strategici di collegamento con altre realtà quali Chiusi e Orvieto (. Nonostante gli eccezionali esiti di quella impresa - basti qui ricordare la tomba “della Biga” o quella “dei Bronzi” - non si giunse tuttavia ad un’edizione sistematica delle scoperte; gli studiosi belgi pubblicarono infatti solo brevi preliminari, privi per altro di adeguata documentazione. Tra gli anni ’80 e i primi anni 2000, la Soprintendenza dell’Etruria meridionale tentò un primo riesame complessivo delle testimonianze frutto degli scavi belgi, nel frattempo concesse in deposito permanente al Museo Civico di Ischia di Castro o, come nel caso della tomba “della Biga”, destinate al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo, senza tuttavia giungere a risultati soddisfacenti a causa dell’assenza, negli archivi italiani, dell’originaria documentazione, fatta eccezione per i giornali di scavo redatti dagli assistenti di zona della Soprintendenza. Tale stato di cose è stato sottolineato anche nel primo catalogo scientifico del Museo di Ischia di Castro, edito a cura della Regione Lazio nel 2011, dove, per la prima volta, sono stati editi 13 dei 67 complessi tombali indagati dalla missione belga.

A marzo 2023, grazie ad una complessa e lunga attività di “indagine”, è stato possibile rintracciare in Belgio un vero e proprio patrimonio documentario, fatto di mappe, piante, disegni, fotografie diapositive e report di scavo, ora in deposito presso l’archivio dell’insegnamento di Etruscologia della Sapienza. Questo importantissimo “recupero” ha consentito: 1) di avviare su solide basi una nuove stagione di studi sul sito di Castro, attraverso la ricontestualizzazione di moltissimi corredi che, riattribuiti ai complessi funerari di pertinenza, torneranno ad essere documenti storici di straordinaria importanza e potranno essere finalmente oggetto di edizione scientifica, a quasi sessant’anni di distanza dalla fine delle indagini; 2) di realizzare un progetto di valorizzazione di documentazione di scavo e materiali archeologici: l’opera di ricontestualizzazione fornirà infatti la possibilità di creare nuovi percorsi di visita e nuove opportunità di allestimento reali e virtuali (attraverso la creazione di un archivio digitale fruibile anche da remoto) non solo all’interno del Museo Civico di Ischia di Castro, ma anche in altre sedi espositive.

 

Collaboratori:
Elisa Abbondanzieri Chiara Bartolucci Claudia Carlucci Biancalisa Corradini Stefano Gensini Chiara Martina Papa

Bibliografia

A. Conti, B. Corradini, Castro, un centro dell’entroterra vulcente. 50 anni dopo, in Vulci e il suo territorio. 50 anni dopo, Atti del XXX Convegno di Studi Etruschi e Italici (Montalto di Castro, 2025), cds.

A. Conti, Tra Vulci e Castro. Un gruppo di anfore etrusco-corinzie e un “nuovo” ceramografo vulcente, in prep.

Altri dettagli sul progetto:

  • Tipologia: Progetto di ricerca piccolo
  • Ambito della ricerca: Etruscologia
  • Finanziamenti: Sapienza Università di Roma
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