Per il sesto anno consecutivo il prestigioso QS World University Rankings by Subject ha confermato il primato assoluto della Sapienza a livello mondiale nella materia Classics and Ancient History, con il punteggio complessivo di 97.8 su 100 (di cui 100 su 100 per la reputazione accademica).
Si tratta di un risultato eccezionale, l'unico caso in Italia di prima posizione mondiale in una materia universitaria davanti a celebri istituzioni di tutto il mondo. In Europa, inoltre, solo altre due nazioni possono vantare primati analoghi.
Di grande rilievo è anche il risultato conseguito da Archaeology, che raggiunge il 7° posto mondiale, permettendo così al Dipartimento di Scienze dell’Antichità di avere due discipline tra le prime dieci della classifica globale, entrambe anche prime in Italia.
Più in generale, l’area umanistica della Sapienza si colloca in posizioni molto elevate in questo ranking internazionale, e l’Ateneo si conferma ai vertici italiani per numero di discipline presenti nelle prime cinquanta posizioni.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Ateneo e della Facoltà:
Nunzio Quacquarelli, Presidente di QS, ha dichiarato:
“I risultati dell’Italia di quest’anno mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi. Atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese.
Allo stesso tempo, i risultati evidenziano le sfide strutturali che il settore della formazione universitaria italiana deve affrontare. Per l’Italia, la sfida non è semplicemente quella di preservare i punti di forza di lunga data, ma di svilupparli ulteriormente, attraverso continui investimenti nella capacità di ricerca, nella collaborazione internazionale, nell’attrazione e nella fidelizzazione dei talenti e in una più ampia diffusione dell’eccellenza tra gli Atenei e le discipline.”


