Ricerca > Scavi > Scavi nazionali > Scavi e ricerche a Veio: il santuario di Portonaccio
Direttore dello scavo: Laura Maria Michetti; Luana Toniolo
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A partire dal 2025, sulla base di un accordo di collaborazione tra il Dipartimento di Scienze dell’Antichità e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, si è avviata in maniera congiunta una nuova stagione di ricerche archeologiche nell’area del Santuario del Portonaccio a Veio. Gli interventi di scavo, condotti dall’équipe della Sapienza con la direzione scientifica di Luana Toniolo (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia) e Laura Maria Michetti (Dipartimento di Scienze dell’Antichità, sono stati preceduti da una campagna di prospezioni geofisiche curate dal Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, Elettronica e Telecomunicazioni sotto la guida di Fabrizio Frezza; si inserisce in questa serie di indagini non invasive la prima mappatura integrale dei cunicoli e altri apprestamenti idraulici anche con l’ausilio di strumentazione di avanguardia, come il rover Magellano. Nella prima campagna, le ricerche sono state indirizzate principalmente alla ricostruzione delle complesse vicende che hanno caratterizzato nella prima metà del secolo scorso le ricerche archeologiche nel santuario e si inseriscono nella linea di una tradizione di studi e ricerche che da moltissimi anni coinvolge gli etruscologi della Sapienza, finalizzata all’edizione complessiva degli scavi condotti nel santuario nella prima metà del XX secolo e che hanno portato, come è noto, a risultati eccezionali.
Situato appena fuori dalla città, su uno stretto terrazzo tufaceo a picco sul Fosso della Mola e lungo un importante asse viario che collegava Veio al litorale tirrenico, il santuario era tra i più antichi e venerati di tutta l’Etruria. Principale destinataria del culto, praticato dall’inoltrato VII sec. a.C. fino a dopo la conquista romana della città del 396 a.C., era la dea Minerva, l’etrusca Menerva, cui erano associate altre divinità. Il nucleo più antico del santuario, situato all’estremità orientale del terrazzo, era legato proprio al culto della dea; qui furono costruiti, verso il 540-530 a.C., al posto di più antiche strutture, un tempietto a cella unica, un altare forato per libagioni, un portico e una gradinata di accesso dalla strada. Nella parte occidentale del santuario fu invece eretto verso il 500 a.C. un tempio a tre celle di tipo tuscanico, ornato da un pregevole apparato decorativo in terracotta policroma di cui facevano parte le celebri statue acroteriali di Apollo, Ercole e Latona. Il tempio era affiancato da una grande piscina rettangolare e da un vasto recinto retrostante, che racchiudeva un bosco sacro. Il culto espletato nel tempio era quello di Apollo/Rath nel suo aspetto oracolare profetico, ispirato al modello delfico, al quale si collegavano riti di purificazione. Associati ad Apollo erano Ercole, l’eroe divinizzato caro ai tiranni, e forse Giove/Tinia. Poco dopo la metà del V sec. a.C., il settore orientale del santuario subisce un rinnovamento: il portico già esistente viene ristrutturato e ampliato, mentre vengono demoliti il sacello e, parzialmente, l’altare arcaico; al loro posto viene eretto un monumentale altare ad ante, circondato da un lastricato. Numerosi e di notevole qualità sono i doni votivi rinvenuti, in particolare nel suo settore orientale; accanto ad oggetti di ornamento personale (come spille, gemme a scarabeo e pendenti in osso o avorio) e a statuine in bronzo raffiguranti gli stessi devoti offerenti, gli ex-voto comprendono materiali ceramici come piccoli contenitori per olii profumati, che si configurano come doni legati alla sfera femminile, e, soprattutto, vasi in bucchero di formato monumentale, databili prevalentemente al VI sec. a.C. Tra di essi, spiccano quelli iscritti con dediche realizzati da personaggi importanti della stessa Veio, come alcuni membri della famiglia Tulumne - la quale, nel V sec. a.C., come ci informa Livio, diede anche un re alla città, e che continuò a frequentare il santuario sino al III sec .C. - o venuti da città lontane, evidentemente attirati dalla fama dell’oracolo di Menerva, come nel caso di Avile Vipiennas di Vulci (uno dei fratelli collegati alla saga di Mastarna-Servio Tullio). Eccezionali, poi, gli splendidi donari in terracotta, come quello eseguito verso il 500 a.C. e raffigurante l’apoteosi di Ercole, introdotto tra gli dei dell’Olimpo dalla sua protettrice Minerva, o altri frammenti di statue raffiguranti la dea; notevole anche la serie delle statue di offerenti raffiguranti fanciulli o fanciulle, databili al V e IV sec. a.C., le teste votive e le statuette di figure femminili in trono, a volte con bambino sulle ginocchia. Tali rinvenimenti, in alcuni casi di eccezionale qualità artistica, documentano un particolare aspetto del culto della dea, venerata come protettrice delle nascite e dei riti di passaggio dei giovani all’età adulta
Collaboratori:
Alessandro Conti Manuela Bonadies Vittoria Lecce Barbara Belelli Marchesini Claudia Carlucci Carla Tulini Simone Grosso Alessandra Sorrenti Alessandra Vivona
- Bibliografia
G. Colonna, Il Santuario di Portonaccio a Veio I. Gli scavi di Massimo Pallottino nella zona dell’Altare, Monumenti Antichi, 58, Serie misc., VI, 3, Roma 2002
L. Ambrosini, Il Santuario di Portonaccio a Veio III. La cisterna arcaica con l’incluso deposito di età ellenistica (Scavi Santangelo 1945 e 1946 e Università di Roma “La Sapienza” 1996 e 2006), Monumenti Antichi, 67, Serie misc., XIII, Roma 2009
C. Carlucci, L.M. Michetti, Il Santuario di Portonaccio a Veio tra committenza pubblica e committenza privata, in Artisti, Committenti e fruitori in Etruria tra VIII e V secolo a.C., Atti del XXI Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria (Orvieto 2013), Annali Faina XXI, 2014, pp. 501-530.
G. Colonna, Il Santuario di Portonaccio a Veio II. Gli scavi di Maria Santangelo (1944-1952), Monumenti Antichi, 80, Serie misc., XXV, 3, Roma 2020
L. Michetti, Identità, passaggi di età e iniziazioni giovanili a Veio tra l’età arcaica e l’età ellenistica: il ruolo delle dee, in C. Di Fazio, D. palombi (eds.), Culto, Memoria e Identità. Divinità “etniche” nell’Italia antica?, Atti dell’Incontro di Studio (Roma 2024)
, Roma 2025, pp. 39-51.
L. Michetti, L. Toniolo, A. Conti, V. Lecce, Veio: nuovi scavi e ricerche nel Santuario di Portonaccio, in Scavi d’Etruria. Santuari e luoghi sacri, Atti del XXX Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria, (Orvieto 2025), Annali Faina XXX, in prep.
Altri dettagli sul progetto:
- Tipologia: Scavo nazionale
- Luogo dello scavo: Isola Farnese (RM)
- Ambito della ricerca: Etruscologia
- Finanziamenti: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

