Ricerca > Missioni archeologiche > Grandi Scavi di Ateneo > Cencelle (Tarquinia, VT): alla riscoperta di una città medievale
Responsabile della ricerca: Giorgia Maria Annoscia
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Jacopa da Cencelle: in viaggio nella città medievale
Dal 1994 il Dipartimento di Scienze dell’Antichità (sotto la Direzione scientifica di Letizia Ermini Pani prima, Francesca Romana Stasolla poi) conduce annuali campagne di scavo nel sito di Cencelle (Tarquinia, VT), ubicato sui monti della Tolfa nel Lazio settentrionale, del quale rimanevano ancora in elevato cospicui tratti della cinta muraria di 740 m mentre delle strutture dell’abitato erano affioranti, prima degli interventi archeologici, pochissimi ruderi.
Secondo il Liber Pontificalis della chiesa di Roma, papa Leone IV (847-855) fondò la città, che da lui trasse il primo nome (Leopoli), per dare ospitalità e sicurezza agli abitanti della limitrofa città portuale romana di Centumcellae (odierna Civitavecchia) durante le incursioni arabe. Edificata la cinta muraria, aperta verso il territorio con due porte, la civitas, così è ricordata nei documenti, fu dotata di almeno due chiese, dedicate a san Pietro, cui spettò ragionevolmente la dignità di cattedrale, e a san Leone Magno. La prima è stata riportata alla luce nell’area sommitale della città, insieme a una piccola area cimiteriale di circa 90 inumati (IX-XI secolo).
Tra la fine dell’XI e il XII secolo, Cencelle divenne ‘libero’ Comune, seppur ricadde sempre sotto l'egida del potere pontificio. Contestualmente, essa fu oggetto di una radicale ristrutturazione, quasi una ‘rifondazione’ che previde un ridisegno complessivo del suo impianto e del suo costruito secondo i dettami della rinascita urbana dell’epoca. Sotto la spinta delle nuove magistrature laiche furono ricostruite le mura che si arricchirono di 7 torri quadrangolari – costruite in momenti diversi –, di camminamenti di ronda e di una terza e nuova porta; venne potenziato sia il sistema di approvvigionamento idrico con la costruzione di un acquedotto e di 3 cisterne sia la rete viaria; fu ridisegnata l’area sommitale della collina con la creazione di una piazza, la platea communis, su cui si fronteggiano a meridione la nuova basilica con limitrofo e ampissimo cimitero e, a settentrione, il complesso degli edifici pubblici (torre, casa-torre e palazzo pubblico che ospita un’ampia e ben strutturata bottega per la produzione di vasellame smaltato - ‘maiolica arcaica’). Nel versante occidentale trovò posto l’acquartieramento militare mentre quello sud-orientale venne lottizzato in chiave residenziale-artigianale con una vasta gamma di soluzioni architettoniche che rispecchiano l’eterogenea stratificazione sociale della popolazione (case a schiera a due piani; case a corte; botteghe a pilastro).
Una particolare menzione merita il vastissimo cimitero, un’area non ancora del tutto indagata che è delimitata da un ampio recinto in blocchi di tufo, tutti di riutilizzo: al momento sono stati riportati alla luce oltre 1000 individui. Il periodo di utilizzo (tra il XII e la fine del XV secolo) vede affastellarsi fosse terragne tra loro sovrapposte nella necessità di rimanere all’interno dell’area consacrata: inoltre, vi sono rare deposizioni in casse litiche più volte riutilizzate.
Il declino urbano di Cencelle (cui non fu certo estraneo il violento terremoto del 1349 che interessò l’intera Tuscia e provocò notevoli danni anche al nostro sito) iniziò con la scoperta dell'alunite nei Monti della Tolfa intorno alla metà del XV secolo, evento che parcellizzò il limitrofo paesaggio in varie tenute per le esigenze di produzione e commercializzazione dell’allume. Anche Cencelle divenne una tenuta agricola e fu definitivamente abbandonata entro la fine del XVII secolo.
Cencelle offre alcuni aspetti di ricerca unici: sul piano urbanistico e architettonico la città si rivela come eccezionale ‘modello’ sia per conoscere criteri e modalità vigenti in età carolingia nei processi di fondazione di committenza aulica, nello specifico papale, sia per comprendere i dettami urbanistici e architettonici sottesi a una città comunale.
Inoltre, la possibilità di scavare in estensione una città medievale priva di superfetazioni ha reso Cencelle un osservatorio privilegiato per ricostruire specifici aspetti di questa realtà urbana con un approccio ‘globale’ esito di un dialogo serrato e proficuo tra discipline diverse (una interdisciplinarità divenuta poi transdisciplinarità), favorito dalle numerose collaborazioni passate e presenti. Infatti, nel corso di questi trent’anni, hanno partecipato alle attività d’indagine archeologica della Sapienza numerose università italiane (Chieti G. D'Annunzio, Cagliari, Tuscia, Perugia e Bologna), atenei stranieri (Amiens, École Normale supérieure di Parigi) e altre istituzioni (École Française de Rome). Per integrare le diverse competenze scientifiche, ci siamo avvalsi di ulteriori collaborazioni con gli atenei di Roma Tor Vergata (analisi bio-archeologiche), Siena (analisi predittive sul territorio), Messina (analisi degli elevati), Lund (procedure di documentazione e tecniche di acquisizione dati 3D sulle strutture e sui depositi stratigrafici per il rendering di un ambiente georeferenziato tridimensionale), Budapest e University College London (studio archeometrico dei manufatti metallici), nonché con la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma – CSIC (archeologia della guerra).
L’équipe di ricerca si è sempre avvalsa delle specifiche competenze di numerosi colleghi della Sapienza che via via hanno ricostruito, utilizzando tecniche analitiche proprie delle scienze applicate all’archeologia, il paleoambiente (geologi), la flora (paleobotanici) e la fauna (archeozoologi e parassitologi), gli aspetti alimentari e artigianali (mediante analisi archeometriche, sperimentali e tracceologiche), le pratiche mediche (storici della medicina e chimici), lo stato di salute e gli stili di vita della popolazione (bio-antropologi).
Collaboratori:
Sergio Del Ferro; Federica Vacatello; Giulia Previti; Luca Brancazi; Beatrice Luci; Giulia Cati; Daniele Ricchiuti; Giulia Casagrande; Lara Meazza; Stefano Ettori; Ermanno Roberti
- Bibliografia
• Leopoli-Cencelle, I. Le preesistenze, a cura di L. ERMINI PANI – S. DEL LUNGO (TardoAntico e MedioEvo. Studi e Strumenti di Archeologia, 1), Roma 1999;
• Leopoli-Cencelle, II. Una città di fondazione papale, Catalogo della Mostra (TardoAntico e MedioEvo. Studi e Strumenti di Archeologia, 1), Roma 1996;
• Leopoli-Cencelle, III. La toponomastica della bassa Valle del Mignone, a cura di S. DEL LUNGO (TardoAntico e MedioEvo. Studi e Strumenti di Archeologia, 1), Roma 1999;
• F.R. Stasolla, Leopoli-Cencelle. Il quartiere sud-orientale, Spoleto 2012;
• Forma e vita di una città medievale. Form and Life of a Medieval City Leopoli-Cencelle, a cura di L. PANI ERMINI – M.C. SOMMA – F.R. STASOLLA, Spoleto 2014;
• B. BRANCAZI, Cencelle V. Figure dal sottosuolo. I motivi decorativi della Maiolica Arcaica di Cencelle, Roma 2021;
• G.M. ANNOSCIA et alii, Children's World in the Medieval Town of Cencelle: an Archaeological Analysis, in Medicina nei Secoli, 34/3 (2022), pp. 89-118;
• G.M. ANNOSCIA – F.R. STASOLLA, Guerra e pace a Cencelle: professioni, organizzazione urbanistica, gestione delle risorse, in IX Congresso SAMI, Firenze 2022, pp. 284-288;
• L. BRANCAZI – L. PIERMARTINI, In ollam cum larido ad ignem pones: pratiche alimentari e contenitori ceramici nel Lazio tardomedievale, IX Congresso SAMI, Firenze 2022, pp. 106-111.
• F. VACATELLO, Cencelle VI. Una terra protesa verso il mare, Roma 2023;
• G.M. ANNOSCIA et alii, New methodological approaches applied to Cencelle (Tarquinia, VT), in SPOLIA. Journal of Medieval Studies, XX (2024), n. 10 n.s., pp. 611-633.
• G.M. ANNOSCIA – L. MEDEGHINI – F. MIELE et alii, Anuli narrantes: studio archeologico e archeometrico di alcuni anelli bassomedievali da Cencelle (Tarquinia, VT), in Scienze dell’Antichità, 30/1 (2024), pp. 241-256;
• G. PREVITI – B. LUCI – C. LEMORINI, Micro-photogrammetry and traceology: new on-site documentation approaches using portable digital microscopes, in Journal of Archaeological Science, 2024 (168);
• G. PREVITI – C. LEMORINI, People and artefacts. Craft production of ‘testelli’ in the medieval town of Cencelle (VT, Italy): An experimental and traceological approach, in Journal of Archaeological Science: Reports, 2025;
• G. Previti, Cencelle VII. Archeologia del quotidiano. La ceramica per la ricostruzione funzionale e sociale, in c.d.s.
Per la bibliografia estesa, si veda la sezione Pubblicazioni sul portale del progetto
Altri dettagli sul progetto:
- Tipologia: Grandi Scavi di Ateneo
- Luogo dello Scavo: Tarquinia (VT)
- Ambito della ricerca: Archeologia medievale
- Finanziamenti: Fondi Grandi Scavi Sapienza
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